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FESS/ESS: chirurgia endoscopica del naso e dei seni paranasali (quando serve, come si fa, recupero)

La FESS (Functional Endoscopic Sinus Surgery) o ESS (Endoscopic Sinus Surgery) è la principale tecnica di chirurgia endoscopica dei seni paranasali utilizzata per trattare molte forme di rinosinusite cronica e, quando presenti, polipi nasali.


L’intervento si esegue attraverso le narici, senza tagli esterni, con l’obiettivo di migliorare ventilazione e drenaggio dei seni, ridurre i sintomi e rendere più efficaci le terapie locali.


Cos’è la FESS/ESS (in parole semplici)


Con endoscopi ad alta definizione e micro-strumenti, si lavora “dall’interno” del naso per:

  • riaprire in modo mirato le vie naturali di drenaggio dei seni paranasali;

  • rimuovere tessuto infiammatorio e/o polipoide quando necessario;

  • creare le condizioni perché spray e lavaggi nasali raggiungano meglio le cavità e funzionino con maggiore efficacia.

In sintesi, non si tratta di “svuotare” i seni, ma di ripristinare la funzione (da qui il termine “funzionale”).


Quando è indicata (e quando si prova prima altro)


La FESS/ESS è indicata soprattutto quando la terapia medica ben condotta non controlla la malattia o quando esistono condizioni in cui la chirurgia è la scelta più efficace.


Indicazioni frequenti

  • Rinosinusite cronica (con o senza polipi) non controllata da terapia medica

  • Poliposi nasale con ostruzione importante, secrezioni e riduzione dell’olfatto

  • Rinosinusiti ricorrenti (episodi frequenti e documentati)

  • Mucocele dei seni paranasali

  • Fungus ball / micetoma (forme non invasive)

  • Sinusite odontogena selezionata (spesso in collaborazione con odontoiatra/maxillo-facciale)

  • Revisioni (interventi già eseguiti in passato con persistenza/recidiva di malattia)


Quando non è “la prima scelta”

  • sintomi lievi senza riscontro endoscopico o radiologico significativo;

  • terapia non ancora ottimizzata (lavaggi corretti, spray, gestione allergie/asma/reflusso, ecc.);

  • aspettative non realistiche (ad esempio “non avrò più raffreddori”).


FESS ed ESS: c’è differenza?


Nella pratica clinica i termini sono spesso usati come sinonimi.“ESS” indica la chirurgia endoscopica dei seni; “FESS” sottolinea l’approccio funzionale e mirato.


Quali interventi rientrano nella chirurgia endoscopica del naso e dei seni paranasali?


La FESS/ESS è il “cuore” della chirurgia endoscopica dei seni, ma nello stesso percorso possono rientrare (se indicati):

  • polipectomia endoscopica e trattamento della poliposi;

  • procedure sui seni in base alla sede di malattia (mascellare, etmoide, sfenoide, frontale);

  • settoplastica (correzione del setto deviato) se l’ostruzione è rilevante o limita l’accesso;

  • trattamento dei turbinati in quadri selezionati;

  • correzione di varianti anatomiche clinicamente significative (ad esempio concha bullosa).


Interventi endoscopici “di confine” (approcci avanzati)


Accanto alla FESS/ESS esistono procedure endoscopiche più specialistiche, che in genere richiedono setting dedicati e talvolta collaborazione multidisciplinare:

  • DCR endoscopica (dacriocistorinostomia): in casi selezionati di ostruzione delle vie lacrimali (spesso con oculista).

  • Approcci endonasali al basicranio / ipofisi: per patologie selezionate, in team ORL–neurochirurgia.

  • Approcci orbito-sinusali selezionati: in collaborazione con oculistica quando indicato.

Nota: queste procedure non sono “la FESS standard” e l’indicazione dipende da endoscopia, imaging (TAC/RM) e quadro clinico.


Prima dell’intervento: visita, endoscopia e TAC


La pianificazione corretta è decisiva. Di solito il percorso include:

  • visita ORL completa;

  • endoscopia nasale (valutazione diretta di setto, turbinati, secrezioni, polipi);

  • TAC dei seni paranasali (di norma senza mezzo di contrasto) per mappare anatomia e malattia;

  • valutazione di fattori associati: allergie, asma, intolleranza ai FANS/ASA se sospetta, fumo, reflusso, ecc.


Come si svolge l’intervento (in sala operatoria)


Nella maggior parte dei casi la FESS/ESS si esegue in anestesia generale.Tramite le narici, con endoscopi e micro-strumenti, il chirurgo:

  1. identifica le aree di ostruzione e infiammazione;

  2. rimuove tessuto infiammatorio/polipoide quando necessario;

  3. allarga selettivamente gli osti naturali dei seni per ripristinare drenaggio e ventilazione;

  4. controlla il sanguinamento e, se opportuno, posiziona medicazioni o materiali riassorbibili.

In alcuni casi si associa settoplastica e/o trattamento dei turbinati.


FESS/ESS: intervento endoscopico dei seni paranasali per rinosinusite cronica

Dolore e tamponi: cosa aspettarsi


Molti pazienti descrivono più una sensazione di congestione/pressione che un dolore intenso. I tamponi non sono sempre necessari: dipende dall’estensione chirurgica e dal sanguinamento. Quando si usano, possono essere tradizionali o soluzioni riassorbibili, secondo indicazione del chirurgo.


Benefici attesi (realistici)


Obiettivi frequenti:

  • respirazione nasale più libera;

  • riduzione di secrezioni e gocciolamento retronasale;

  • meno riacutizzazioni e minore necessità di terapie sistemiche;

  • migliore qualità del sonno;

  • soprattutto: migliore efficacia di lavaggi e spray, perché raggiungono meglio le cavità operate.


E l’olfatto?

Può migliorare, specie se il problema è legato a infiammazione/polipi, ma dipende da severità e durata della malattia e dalla terapia di mantenimento post-operatoria.


Rischi e complicanze (informazione corretta)


Le complicanze importanti sono rare, ma è corretto conoscerle. Possibili eventi:

  • sanguinamento post-operatorio (raramente necessita trattamento aggiuntivo);

  • infezioni o persistenza dei sintomi;

  • aderenze (sinechie) o restringimenti che richiedono medicazioni/controlli;

  • recidiva di infiammazione o polipi, soprattutto nei fenotipi più severi;

  • complicanze orbitarie o endocraniche: molto rare, ma teoricamente possibili.


Messaggio chiave: nella rinosinusite cronica la chirurgia è spesso parte di un percorso “chirurgia + terapia di mantenimento + follow-up”.


Convalescenza e recupero: tempi medi


I tempi variano per estensione e quadro clinico, ma in generale:

  • prime 48–72 ore: naso chiuso, secrezioni, possibile lieve sanguinamento;

  • 1–2 settimane: croste e muco denso sono comuni; miglioramento progressivo;

  • 3–6 settimane: controlli endoscopici per pulizie/medicazioni;

  • 6–12 settimane: assestamento più stabile nei casi complessi.


Cosa è fondamentale dopo l’intervento

  • lavaggi nasali regolari secondo indicazioni;

  • terapia topica (spray o altre terapie locali) se prescritta;

  • controlli endoscopici programmati: spesso fanno la differenza sul risultato.


Cosa evitare nelle prime settimane


Indicazioni tipiche (personalizzabili):

  • sforzi fisici intensi e sollevamento pesi nei primi giorni;

  • soffiarsi il naso con forza nella prima settimana;

  • fumo;

  • ambienti polverosi/irritanti.


Quando contattare subito lo specialista (o PS)

  • sanguinamento abbondante continuo;

  • febbre alta persistente con peggioramento rapido;

  • dolore intenso non controllabile;

  • gonfiore importante intorno all’occhio o alterazioni della vista;

  • cefalea severa “nuova” con sintomi neurologici.


FAQ (Domande frequenti)


La FESS risolve definitivamente la sinusite?

Nei quadri cronici spesso riduce nettamente sintomi e riacutizzazioni, ma la rinosinusite cronica è una patologia infiammatoria: può servire terapia di mantenimento e follow-up.

I polipi possono tornare?

Sì, soprattutto nei quadri più severi, associata alla rinosinusite cronica con poliposi nasale. Terapia post-operatoria e controlli riducono il rischio; in selezionati si valutano terapie avanzate.

Posso fare FESS e settoplastica insieme?

Spesso sì, quando setto deviato o turbinati contribuiscono ai sintomi o limitano l’accesso chirurgico.

Dopo quanto posso tornare al lavoro?

Dipende dal tipo di lavoro e dall’estensione dell’intervento: in media alcuni giorni o 1 settimana per lavori leggeri; più tempo se lavoro fisico.

È normale avere croste e muco dopo l’intervento?

Sì: è frequente nelle prime settimane. Lavaggi e controlli aiutano la guarigione.


Se soffri di naso chiuso persistente, secrezioni retronasali, riduzione dell’olfatto o sinusiti ricorrenti, la valutazione corretta prevede in genere:

Per chi cerca una valutazione specialistica in area Cosenza (Calabria) o area Foggia / San Giovanni Rotondo (Puglia), l’obiettivo è definire con precisione se il problema è prevalentemente infiammatorio, anatomico o misto, e impostare un percorso personalizzato (terapia medica ottimizzata, follow-up, eventuale indicazione chirurgica).


Call-to-action sobria: se i sintomi persistono nonostante terapia corretta o se hai episodi frequenti, è indicata una valutazione ORL con endoscopia e revisione degli esami disponibili.


Autore: Dr. Teodoro Aragona, Medico Chirurgo – Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale.


Ambiti di attività: diagnosi e trattamento medico-chirurgico delle patologie naso-sinusali; endoscopia nasale; gestione del follow-up post-operatorio.


Aree geografiche di riferimento: Calabria (area Cosenza) e Puglia (area Foggia/San Giovanni Rotondo).


Aggiornamento contenuti: revisione periodica sulla base di linee guida e letteratura specialistica.


Nota: contenuto informativo; non sostituisce visita medica, endoscopia o imaging (TAC/RM) quando indicati.


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