Orecchio

L'orecchio è un importante organo di senso responsabile dell'udito, in cui onde meccaniche sonore vengono trasformate in impulsi elettrici e processate a livello centrale per divenire sensazioni sonore, e dell'equilibrio, attraverso cui impulsi gravitazionali ed accelaratori vengono trasformati in impulsi elettrici dalla pozione posteriore dell'orecchio interno e processati a livello centrale per divenire sensazione di equilibrio.

 

Le patologie che coinvolgono l'orecchio sono frequenti in qualsiasi età della vita, colpendo bambini, adulti ed anziani indifferentemente. Possono essere infiammatorie (acute e croniche), congenite, disfunzionali, neoplastiche (benigne e maligne) e traumatiche.

 

L'orecchio si divide in: esterno (padiglione auricolare e condotto uditivo esterno), medio (cassa del timpano con ossicini) ed interno (con le componenti sensoriali dell'udito e dell'equilibrio). Ogni segmento può essere coinvolto da processi patologici, in maniera selettiva o interessando contemporaneamente più sottosedi.

Sintomi e segni più frequenti

- Il calo d'udito, ipoacusia: si riferisce ad una riduzione dell'udito che può essere più o meno marcata. Può essere bilaterale o monolaterale e classificata, in base agli esami strumentali funzionali, in lieve, media, grave e profonda. La perdita completa monolaterale dell'udito viene definita anacusia, mentre se bilaterale cofosi. In base alla sede del danno che porta alla ipoacusia possiamo distinguere forme trasmissive, in cui il danno è a carico dell'orecchio esterno e medio, forme neurosensoriali, in cui il danno è a carico dell'orecchio interno e/o delle vie nervose. e forme miste, quando c'è un doppio danno;

- Ronzii, fischi o rumori, acufeni: si intende la percezione sonora (sotto forma di fischi, ronzii e rumori vari) senza la stimolazione acustica. Nella maggior parte dei casi si manifestano associati a patologie dell'orecchio e delle vie uditive. Possono essere espressione di patologia di strutture vicine all'orecchio come l'articolazione temporomandibolare, i vasi sanguigni o la tuba d'eustachio;

- Tumefazioni, ulcere e neoformazioni del padiglione auricolare: possono essere espressioni di processi tumorali benigni o maligni;

- Dolore all'orecchio, detto otodinia (se il dolore è associato ad una patologia dell'orecchio) o otalgia (se non è associato ad una patologia dell'orecchio). L'ototinia si associa a patologie infiammatorie dell'orecchio esteno e medio, con intensità interindividuale variabile. Spesso il dolore auricolare può essere un'otalgia riflessa, quindi espressione di patologia in altra sede (ad esempio cavo orale, faringe, laringe, esofago, articolazione temporo-mandibolare, ghiandole salivari e collo, nervi cranici, ecc.);

- Fuoriscita di liquido dall'orecchio, detta otorrea: ad acqua di rugiada (otoliquorrea: espressione di una fistola liquorale), sierosa, mucosa, purulenta (pus, ad es. espressione di otiti croniche acute o croniche riacutizzate) o ematica (otorragia). Solitamente è espressione di patolgie dell'orecchio esterno o medio (ad esempio le otiti, i traumi cranici, i tumori, ecc);

- Ovattamento auricolare, sensazione di orecchio "tappato": spesso è un sintomo riferito in corso di versamenti endotimpanici (come le otiti medie effusive), ma può essere espressione di altre patologie (ad esempio tappo di cerume, disfunzioni tubariche, otiti medie croniche,  idrope endolinfatica, ecc);

- Autofonia, anomalo rimbombo della propria voce: spesso presente in corso di otiti medie effusive.

- Vertigine, anomala illusione di movimento dell'ambiente circostante rispetto al soggetto (vertigine oggettiva) o di quest ultimo rispetto all'ambiente (vertigine soggettiva); può essere periferica (quindi espessione di patologia a carico della porzione posteriore dell'orecchio interno, deputato al mantenimento dell'equilibrio (utricolo, sacculo e canali semicircolari) o centrale (quindi espressione di patologia a carico delle strutture centrali del sistema vestibolare); può essere parossistica (quindi insorgere improvvisamente, spesso in seguito a bruschi movimenti del capo o del corpo, e risolversi nel giro di pochi secondi o minuti), acuta (da alcune ore a pochi giorni), sub-continua (se predura per giorni, anche non necessariamente in maniera continua) o cronica (se continua per periodi più prolungati, anche anni);

In caso compaiano uno o più dei suddetti segni e sintomi è necessario effettuare una visita otorinolaringoiatrica od otologica con eventuali esami strumentali per induviduare la causa della patologia di base ed impostare la terapia medica e/o chirurgica del caso.

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