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Ipertrofia delle adenoidi nel bambino: sintomi, conseguenze e quando serve la visita otorinolaringoiatrica

Le adenoidi ingrossate sono un problema molto frequente in età pediatrica. Spesso i genitori notano che il bambino respira male con il naso, dorme con la bocca aperta, russa oppure ha episodi ricorrenti di otite e raffreddore “che non passa mai”.

Non sempre le adenoidi richiedono un intervento. In molti casi, però, meritano una valutazione specialistica, soprattutto quando influenzano il sonno, la respirazione, l’udito o la qualità di vita del bambino. L’ipertrofia adenoidea è infatti associata soprattutto a ostruzione nasale, respirazione orale, disturbi del sonno ed effusioni dell’orecchio medio con possibile riduzione dell’udito.


Che cosa sono le adenoidi?


Le adenoidi sono tessuto linfatico situato nella parte più posteriore del naso, dietro le cavità nasali e sopra il palato. Fanno parte delle difese immunitarie del bambino e nei primi anni di vita possono aumentare di volume.

Quando diventano troppo grandi, però, possono ostacolare il passaggio dell’aria dal naso e interferire anche con la funzione della tuba di Eustachio, favorendo problemi dell’orecchio medio. Le adenoidi tendono a essere più sviluppate in età pediatrica e, in molti bambini, i sintomi sono legati proprio all’ostruzione nasale e ai disturbi del sonno.


Quali sintomi possono far pensare a un ingrossamento delle adenoidi?


I segnali più comuni sono:


Naso chiuso quasi sempre

Il bambino fatica a respirare con il naso anche fuori dagli episodi di raffreddore.


Respirazione con la bocca aperta

Spesso il piccolo tiene la bocca aperta sia di giorno sia durante il sonno.


Russamento notturno


Il russamento abituale non va sottovalutato, soprattutto se si associa a sonno agitato o pause respiratorie.


Sonno disturbato

Alcuni bambini dormono male, si muovono molto, sudano, si svegliano spesso o sembrano riposare poco.


Voce “nasale chiusa”

La voce può assumere una risonanza tipica da ostruzione nasale.


Otiti ricorrenti o otite sierosa

Le adenoidi possono contribuire a versamento nell’orecchio medio, infezioni ricorrenti e calo dell’udito.


Quando le adenoidi possono diventare un problema vero?


Le adenoidi non vanno valutate solo per “quanto sono grandi”, ma soprattutto per quanto incidono sui sintomi del bambino.


I problemi più rilevanti sono generalmente tre.


1. Ostruzione respiratoria nasale

Il bambino respira male con il naso e sviluppa una respirazione orale abituale.


2. Disturbi del sonno

Le adenoidi, spesso insieme alle tonsille, possono contribuire al russamento e alla sleep-disordered breathing; nei casi più importanti possono associarsi ad apnee ostruttive del sonno. Nella popolazione pediatrica l’ipertrofia adenotonsillare è una delle cause più comuni di OSA.


3. Problemi dell’orecchio e dell’udito


Se la ventilazione dell’orecchio medio è alterata, può comparire otite media effusiva, con sensazione di orecchio pieno, ipoacusia trasmissiva e, nei più piccoli, possibile impatto sul linguaggio se il problema persiste a lungo.


Quali conseguenze possono avere nel tempo?


Se i sintomi sono continui e trascurati, il bambino può andare incontro a:

  • sonno poco ristoratore

  • irritabilità o stanchezza durante il giorno

  • difficoltà di concentrazione

  • respirazione orale cronica

  • russamento abituale

  • episodi ricorrenti di otite

  • riduzione dell’udito da otite sierosa


Nei casi più marcati, soprattutto quando è presente una vera ostruzione respiratoria notturna, è importante non banalizzare il problema. Le linee cliniche ORL segnalano infatti che nella valutazione del bambino con ipertrofia adenotonsillare bisogna considerare anche sonno, crescita e impatto generale sui sintomi.



Come si fa la diagnosi?


La diagnosi parte da una visita otorinolaringoiatrica pediatrica accurata, con raccolta dei sintomi riferiti dai genitori.


Durante la valutazione lo specialista può considerare:

  • modalità respiratoria del bambino

  • qualità del sonno

  • presenza di russamento o pause respiratorie

  • storia di otiti ricorrenti

  • eventuale riduzione dell’udito

  • frequenza delle infezioni delle alte vie aeree


Quando indicato, la valutazione può essere completata da esame endoscopico delle fosse nasali e del rinofaringe, esame obiettivo ORL e approfondimenti dell’udito o del sonno in base al quadro clinico. La nasofaringoscopia flessibile è uno degli strumenti più utili per confermare la presenza di patologia adenoidea.


Classificazione endoscopica dell'ipertrofia adenoidea: in base al volume occupato dello spazio aereo rinofaringeo, le adenoidi vengono classificate il 4 gradi
Classificazione endoscopica dell'ipertrofia adenoidea: in base al volume occupato dello spazio aereo rinofaringeo, le adenoidi vengono classificate il 4 gradi

Le adenoidi si curano sempre con l’intervento?


No. Non tutti i bambini con adenoidi ingrossate devono essere operati.

In alcuni casi si può iniziare con un trattamento medico e con un periodo di osservazione clinica, soprattutto se i sintomi sono lievi o intermittenti. In altri, invece, l’intervento diventa una possibilità concreta quando l’ostruzione è importante, il sonno è disturbato, le otiti sono ricorrenti oppure è presente otite media effusiva persistente.


Quando è utile una visita ORL pediatrica?


Una valutazione specialistica è opportuna se il bambino:

  • russa spesso

  • dorme con la bocca aperta

  • respira male con il naso per molte settimane

  • ha pause respiratorie nel sonno

  • presenta otiti frequenti

  • sente meno o alza molto il volume della TV

  • ha raffreddori ricorrenti con ostruzione persistente

  • ha un sonno agitato o non riposante


In particolare, russamento abituale, sonno disturbato e sospette apnee meritano attenzione, perché nel bambino non vanno considerati automaticamente “normali”.


Quando russamento, respirazione orale, naso chiuso o otiti ricorrenti tendono a ripresentarsi, una visita ORL pediatrica consente di inquadrare meglio il problema e orientare il percorso diagnostico-terapeutico, sia nell’area di Cosenza e della Calabria sia tra San Giovanni Rotondo e Foggia.


Cosa devono osservare i genitori a casa?


Prima della visita può essere utile annotare:

  • da quanto tempo il bambino respira con la bocca aperta

  • se russa tutte le notti o solo durante i raffreddori

  • se ci sono pause respiratorie osservabili

  • se il sonno è agitato

  • se ha avuto otiti o cali uditivi

  • se a scuola appare stanco o meno concentrato

Queste informazioni aiutano molto a capire quanto il problema incida davvero sulla vita quotidiana.


In sintesi


Le adenoidi ingrossate nel bambino sono un disturbo frequente, ma non per questo banale. Quando causano ostruzione nasale persistente, russamento, sonno disturbato o problemi di orecchio e udito, è utile una valutazione otorinolaringoiatrica pediatrica.

Capire precocemente il problema permette di scegliere il percorso più adatto, evitando sia allarmismi inutili sia ritardi nella presa in carico.


FAQ - domande frequeni

Le adenoidi ingrossate passano da sole?

In alcuni bambini il problema può ridursi con la crescita, ma non sempre conviene semplicemente aspettare. Se i sintomi sono importanti o persistenti, è corretto far valutare il bambino.

Un bambino che russa ha sempre le adenoidi?

No. Il russamento può avere più cause, ma adenoidi e tonsille aumentate di volume sono tra le cause più comuni in età pediatrica.

Le adenoidi possono far sentire meno?

Sì. Possono favorire otite media effusiva e riduzione dell’udito, soprattutto se il problema si prolunga nel tempo.

Bocca aperta e sonno agitato possono dipendere dalle adenoidi?

Sì, soprattutto se il bambino ha anche naso chiuso, russamento e respirazione orale abituale.

Quando bisogna preoccuparsi davvero?

Quando compaiono russamento abituale, pause respiratorie notturne, sonno disturbato, difficoltà respiratoria nasale persistente, otiti ricorrenti o sospetto calo dell’udito.


Se suo figlio respira spesso con la bocca aperta, russa di notte o ha episodi ricorrenti di otite, una valutazione otorinolaringoiatrica pediatrica può aiutare a chiarire il problema e impostare il percorso più adatto.



Articolo a cura del Dr. Teodoro Aragona, Medico chirurgo specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, si occupa delle patologie di orecchio, naso e gola nell’adulto e nel bambino, con attività clinica e chirurgica in ambito ORL.


Nella pratica clinica si occupa anche di otorinolaringoiatria pediatrica, con valutazione dei principali disturbi ORL del bambino, tra cui respirazione orale, ipertrofia adenoidea e tonsillare, russamento, otiti ricorrenti, ipoacusia e patologie infiammatorie delle alte vie aeree.


Svolge attività specialistica nelle aree di Cosenza (Calabria) e di San Giovanni Rotondo (provincia di Foggia), offrendo un inquadramento clinico e specialistico delle principali patologie otorinolaringoiatriche dell’età pediatrica e dell’adulto.


Le informazioni presenti in questo contenuto hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita medica.

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