Tiroide: il ruolo del chirurgo otorino
- Teodoro Aragona

- 2 nov
- Tempo di lettura: 4 min
Che ruolo ha la tiroide? E le paratiroidi? Quando si opera?
La tiroide è una piccola ghiandola situata alla base del collo, davanti alla trachea. Nonostante le sue dimensioni ridotte, svolge un ruolo essenziale per il metabolismo e il corretto funzionamento di tutto l’organismo. Quando la tiroide si ammala — per la comparsa di noduli, alterazioni ormonali o tumori — può essere necessario un trattamento chirurgico. In questi casi, il chirurgo otorinolaringoiatra (otorino) rappresenta una figura di riferimento sempre più importante.
L’otorino: il chirurgo del collo
L’otorinolaringoiatra è lo specialista che si occupa delle patologie del distretto testa-collo: orecchio, naso, gola, laringe, trachea, tiroide e ghiandole paratiroidi. Per formazione e competenze chirurgiche, l’otorino è quindi a pieno titolo il chirurgo del collo, esperto di anatomia complessa e di strutture delicate come i nervi laringei, i vasi sanguigni principali e le vie respiratorie superiori.
Questa conoscenza dettagliata rende il chirurgo otorino particolarmente qualificato per la gestione di tiroide e paratiroidi, organi endocrini strettamente collegati alle funzioni respiratorie, fonatorie e metaboliche. I
Tiroide e paratiroidi: piccole ghiandole, grande equilibrio ormonale
La tiroide è una ghiandola endocrina che produce tre ormoni principali:
Tiroxina (T4) e triiodotironina (T3): regolano il metabolismo, la temperatura corporea, il consumo energetico, la crescita e lo sviluppo dei tessuti.
Calcitonina: secreta dalle cellule C parafollicolari della tiroide, contribuisce al controllo dei livelli di calcio nel sangue, favorendo il deposito di calcio nelle ossa e riducendo la concentrazione di calcio circolante.
La produzione di T3 e T4 è regolata dall’ormone tireostimolante (TSH), prodotto dall’ipofisi, che agisce come un “termostato” del metabolismo.
Le ghiandole paratiroidi, quattro piccole strutture situate dietro la tiroide, secernono invece il paratormone (PTH), che svolge un’azione opposta alla calcitonina: aumenta i livelli di calcio nel sangue mobilizzandolo dalle ossa e riducendone l’escrezione renale.L’equilibrio tra PTH e calcitonina è quindi fondamentale per mantenere costante il metabolismo osseo e la funzione neuromuscolare.
Alterazioni di queste ghiandole possono determinare:
Disturbi metabolici (ipotiroidismo, ipertiroidismo);
Patologie del calcio (ipocalcemia o ipercalcemia);
Noduli o tumori tiroidei, compreso il carcinoma midollare, che origina proprio dalle cellule produttrici di calcitonina.
Il ruolo del chirurgo otorino nella chirurgia tiroidea
La chirurgia della tiroide richiede estrema precisione e profonda conoscenza anatomica. Il chirurgo otorino:
Rimuove il tessuto patologico salvaguardando i nervi laringei e le ghiandole paratiroidi;
Garantisce un approccio mini-invasivo e un risultato estetico ottimale;
Collabora con endocrinologi e oncologi per la pianificazione del trattamento nei casi neoplastici.
Nelle neoplasie tiroidee — come il carcinoma papillare, il follicolare e il midollare — l’esperienza dell’otorino–head & neck è fondamentale per decidere l’estensione chirurgica, soprattutto quando è coinvolto il compartimento linfonodale del collo.
Lo svuotamento linfonodale
In alcuni tumori tiroidei, in particolare nel carcinoma papillare, la malattia tende a diffondersi ai linfonodi del collo. In questi casi, oltre alla tiroidectomia, è necessario eseguire uno svuotamento linfonodale cervicale, ovvero la rimozione dei linfonodi delle regioni centrali (livello VI) e, se necessario, laterali (livelli II–V).
Il chirurgo otorino – head & neck vanta una lunga tradizione e competenza consolidata in questo tipo di procedure, derivate dalla chirurgia oncologica della laringe, dell’orofaringe e delle ghiandole salivari. Questa esperienza consente di:
Identificare con precisione le stazioni linfonodali coinvolte;
Eseguire uno svuotamento anatomico e conservativo, preservando i nervi accessori e le strutture vascolari;
Ridurre il rischio di complicanze post-operatorie come disfonia, limitazione della spalla o linfedema cervicale.
Nel carcinoma follicolare, la diffusione linfonodale è meno frequente, ma può verificarsi nei casi più avanzati o a comportamento misto. In presenza di linfonodi sospetti alla diagnostica ecografica o intraoperatoria, anche in questo istotipo il chirurgo otorino è in grado di eseguire lo svuotamento mirato, garantendo un approccio oncologico completo e radicale.
Tecniche moderne e approccio mini-invasivo
Oggi la chirurgia tiroidea si avvale di tecnologie avanzate che migliorano i risultati funzionali ed estetici:
Monitoraggio intraoperatorio del nervo ricorrente, per proteggere la voce;
Dispositivi ad energia (ultrasuoni o radiofrequenze), che riducono il sanguinamento e i tempi operatori;
Approcci mini-invasivi o videoassistiti, con incisioni ridotte e recupero più rapido;
Chirurgia delle recidive, eseguita in sicurezza grazie a sistemi di imaging e navigazione.
In mani esperte, questi interventi consentono una guarigione completa, con cicatrici quasi invisibili e ripresa vocale precoce.

Collaborazione multidisciplinare
Il trattamento delle patologie tiroidee e paratiroidee è sempre il risultato di un lavoro di squadra. L’otorino collabora con:
endocrinologi, per la diagnosi ormonale e il follow-up;
radiologi, per la valutazione ecografica e diagnostica;
anatomopatologi, per la conferma istologica;
oncologi, nei casi di carcinoma tiroideo.
Questo approccio integrato assicura al paziente un percorso diagnostico-terapeutico completo e personalizzato.
Conclusioni
Il chirurgo otorino, in quanto chirurgo del collo, ha un ruolo chiave nella gestione delle patologie tiroidee e paratiroidee. La sua formazione specifica in anatomia cervicale e chirurgia delle vie aeree, unita alla conoscenza della fisiologia endocrina, consente di offrire un trattamento sicuro, efficace e rispettoso delle funzioni vitali come la voce, la respirazione e l’equilibrio ormonale.




Commenti