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Russamento e apnee notturne: sintomi, segnali di allarme e quando fare un controllo

21 dic 2025
Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 25 ott



Russare non significa necessariamente avere apnee notturne. Tuttavia, un russamento abituale associato a pause del respiro, risvegli con sensazione di soffocamento o sonnolenza durante il giorno merita una valutazione medica. 


Per distinguere il russamento semplice dall’apnea ostruttiva del sonno può essere necessario uno studio del sonno.


«Russi molto e ogni tanto sembra che tu smetta di respirare».


Spesso il sospetto nasce da questa osservazione del partner. Altre volte ci si rivolge al medico perché, nonostante una notte apparentemente lunga, al mattino ci si sente poco riposati.


Quali segnali devono far pensare alle apnee? E quando è utile fare un esame?


Qual è la differenza tra russamento e apnee notturne?


Il russamento è un rumore prodotto dalla vibrazione dei tessuti delle alte vie aeree durante il sonno, quando il passaggio dell’aria diventa più stretto.


Nell’apnea ostruttiva del sonno, invece, le vie aeree si restringono o si chiudono ripetutamente, riducendo o interrompendo il flusso respiratorio nonostante lo sforzo di respirare. Gli eventi possono frammentare il sonno e provocare riduzioni dell’ossigenazione.


La condizione viene indicata anche con le sigle OSA o OSAS.


Il volume del russamento, da solo, non permette di capire se ci siano apnee né quanto siano importanti. Un russamento molto rumoroso può non accompagnarsi ad apnee significative, mentre una persona con apnee può non riconoscere alcun problema durante la notte.


Apnee notturne: i segnali da osservare


Alcuni indizi si manifestano mentre si dorme; altri diventano evidenti al risveglio o durante la giornata.


1. Pause del respiro osservate dal partner

È uno dei segnali più importanti da riferire al medico. Chi dorme accanto può notare che il russamento si interrompe, segue un periodo di silenzio e poi il respiro riprende con uno sbuffo o un’inspirazione rumorosa.

Questa osservazione non basta per fare diagnosi, ma merita un approfondimento.


2. Russamento forte e abituale

Russare occasionalmente, per esempio durante un raffreddore, è diverso dal russare quasi ogni notte.

Un russamento persistente assume maggiore rilievo quando si associa a pause respiratorie, sonno poco ristoratore o sonnolenza diurna.


3. Risvegli con fame d’aria o sensazione di soffocamento

Svegliarsi bruscamente cercando aria è un sintomo da descrivere al medico. Può avere cause diverse: la valutazione serve proprio a capire se sia collegato a un disturbo respiratorio del sonno.


4. Sonnolenza durante il giorno

Addormentarsi facilmente davanti alla televisione, durante una riunione o nei momenti di inattività può essere un segnale di sonno insufficiente o disturbato.

Se la sonnolenza compare alla guida, evita di guidare e richiedi tempestivamente una valutazione medica.


5. Sonno non ristoratore e stanchezza al risveglio

«Dormo tante ore, ma mi sveglio già stanco».

Questa sensazione può accompagnare le apnee, ma non è specifica: anche insonnia, sonno insufficiente e altre condizioni possono provocarla.


6. Altri sintomi da riferire

Mal di testa mattutino, bocca asciutta, difficoltà di concentrazione e frequenti risvegli per urinare possono completare il quadro.


Nessuno di questi sintomi, preso isolatamente, dimostra la presenza di apnee. È la loro combinazione, insieme alla storia clinica, a orientare gli approfondimenti. [1]


Cosa dovrebbe osservare chi dorme accanto?


Il partner può fornire informazioni che la persona interessata non riesce a raccogliere da sola.

È utile riferire:

  • se il russamento è occasionale o abituale;

  • se si notano pause del respiro;

  • se il respiro riprende con sbuffi, ansimi o rumori di soffocamento;

  • se il problema sembra peggiorare dormendo sulla schiena;

  • se il sonno appare particolarmente agitato.

Una breve registrazione audio o video può aiutare a descrivere ciò che accade, ma non sostituisce un esame diagnostico e non permette di escludere le apnee.


Si possono avere apnee senza sentirsi assonnati?


Sì: l’assenza di sonnolenza evidente non esclude le apnee ostruttive.

Non tutte le persone presentano gli stessi sintomi. Alcune riferiscono soprattutto stanchezza, risvegli frequenti o difficoltà a mantenere il sonno; altre arrivano alla visita perché il partner ha osservato pause respiratorie.

Per questo non bisogna aspettare necessariamente di avere colpi di sonno prima di parlarne con il medico.


Insonnia e apnee notturne possono coesistere? La COMISA


Sì: avere difficoltà a dormire non esclude la presenza di apnee notturne. In alcune persone l’apnea ostruttiva del sonno si associa a un disturbo di insonnia: questa condizione viene chiamata COMISA, dall’inglese Comorbid Insomnia and Sleep Apnea.

La persona può riferire difficoltà ad addormentarsi, risvegli prolungati durante la notte o un risveglio troppo precoce, insieme a russamento e possibili pause respiratorie.

Non tutti i risvegli indicano però una COMISA: occorre distinguere le interruzioni del sonno dovute agli eventi respiratori da un disturbo di insonnia associato.

Riconoscere entrambe le condizioni permette di impostare un percorso più completo: trattare le apnee può non essere sufficiente a risolvere anche l’insonnia, che può richiedere un trattamento specifico.


Le apnee colpiscono soltanto chi è in sovrappeso?


Il sovrappeso e l’obesità sono importanti fattori di rischio, ma anche una persona normopeso può avere apnee ostruttive.

Contano anche le caratteristiche anatomiche delle vie aeree e dello scheletro facciale. Tonsille voluminose, una mandibola arretrata e altri elementi possono favorire l’ostruzione durante il sonno.

Il naso chiuso può contribuire al russamento e rendere più difficile la respirazione notturna, ma la presenza di una deviazione del setto o di turbinati ingrossati non dimostra, da sola, che quella sia la causa delle apnee.


Naso chiuso e russamento: quanto conta la respirazione nasale?


Il naso chiuso può contribuire al russamento, ma non è necessariamente l’unica causa. Quando l’aria passa con difficoltà attraverso il naso, aumenta la resistenza alla respirazione e si tende a respirare con la bocca, con possibili effetti sulla stabilità delle alte vie aeree durante il sonno.

L’ostruzione può dipendere da condizioni diverse, come rinite, ingrossamento dei turbinati, deviazione del setto nasale o poliposi. Per questo la valutazione del naso è una parte importante della visita per russamento e sospette apnee.


Curare il naso può risolvere le apnee notturne?


Migliorare la respirazione nasale può aiutare, ma non equivale automaticamente a eliminare le apnee. Nell’apnea ostruttiva l’ostruzione può coinvolgere anche il palato, le pareti della faringe e la base della lingua.

Il trattamento del problema nasale, medico o chirurgico secondo la causa, può migliorare la respirazione e, in alcuni pazienti, ridurre il russamento. Può essere parte di un trattamento chirurgico multilivello che riguarda naso, palato, base lingua (in base ai siti ostruttivi). Nei pazienti che utilizzano la CPAP, correggere un’ostruzione nasale significativa può inoltre facilitarne la tollerabilità e l’utilizzo.


Perché è importante riconoscerle?


Le apnee possono compromettere la continuità del sonno, l’attenzione e la qualità della vita. L’apnea ostruttiva non trattata è inoltre associata a problemi cardiovascolari e a un maggiore rischio di incidenti legati alla sonnolenza.

Il rischio individuale dipende dalla gravità del disturbo e dalle condizioni generali della persona: russare non significa automaticamente avere una malattia grave, ma i segnali sospetti meritano di essere verificati. [2]


Quando rivolgersi al medico?


È opportuno parlarne con il medico o con uno specialista che si occupa di disturbi respiratori del sonno quando:

  • qualcuno osserva pause respiratorie durante la notte;

  • compaiono risvegli con fame d’aria o soffocamento;

  • il russamento abituale si associa a sonnolenza o riposo poco ristoratore;

  • sono presenti ipertensione difficile da controllare o condizioni cardiovascolari che rendono opportuno ricercare un disturbo respiratorio notturno.

Non è necessario presentare tutti questi elementi per avviare una valutazione.


Come si diagnosticano le apnee notturne?


Il percorso parte da un colloquio clinico: sintomi, abitudini del sonno, farmaci, patologie associate e osservazioni del partner.

La visita otorinolaringoiatrica permette di valutare naso, bocca e faringe e, quando indicato, di approfondire le vie aeree con un’endoscopia.

La visita identifica elementi anatomici utili, ma non misura ciò che accade al respiro durante il sonno. Per confermare o escludere il sospetto può essere necessario un esame notturno. [3]


Polisonnografia e monitoraggio cardiorespiratorio domiciliare: che differenza c’è?


Nel linguaggio comune si parla spesso di “polisonnografia domiciliare”, ma gli esami del sonno non sono tutti uguali.

Il monitoraggio cardiorespiratorio domiciliare registra parametri come flusso respiratorio, sforzo respiratorio, ossigenazione e frequenza cardiaca; a seconda del dispositivo, anche posizione corporea e russamento.

La polisonnografia completa registra ulteriori segnali, tra cui l’attività cerebrale, permettendo di valutare anche il sonno e i suoi stadi.

Il monitoraggio domiciliare è appropriato in adulti selezionati. In presenza di determinate patologie associate o di altri disturbi del sonno può essere preferibile una polisonnografia completa.

Un esame domiciliare negativo, dubbio o tecnicamente inadeguato non chiude necessariamente il percorso: se il sospetto persiste, le linee guida raccomandano un approfondimento con polisonnografia. [3]



Il questionario STOP-BANG può fare diagnosi?


No. Lo STOP-BANG aiuta a stimare il rischio di apnea ostruttiva e a orientare la valutazione, ma non sostituisce lo studio del sonno.

Anche le registrazioni del russamento e i dati dei dispositivi indossabili devono essere interpretati nel loro contesto: non equivalgono automaticamente a un esame diagnostico. [3,4]


Se vengono confermate le apnee, serve sempre la CPAP?


La terapia viene scelta sulla base dell’esame e della valutazione clinica.

Le possibilità comprendono misure sullo stile di vita e sul peso, terapia posizionale nei casi appropriati, dispositivi a pressione positiva come la CPAP, dispositivi di avanzamento mandibolare e trattamenti chirurgici in pazienti selezionati.

La CPAP è un trattamento fondamentale per molti pazienti. Le altre opzioni richiedono indicazioni precise e una valutazione personalizzata, talvolta multidisciplinare.

La riduzione del rumore del russamento non dimostra, da sola, che le apnee siano state risolte: l’efficacia del trattamento va verificata con controlli appropriati. [5]


Cosa puoi fare prima della visita?


Per rendere la valutazione più utile:

  • raccogli le osservazioni di chi dorme accanto a te;

  • annota orari del sonno, risvegli e sonnolenza durante la giornata;

  • porta l’elenco dei farmaci e gli eventuali esami precedenti;

  • segnala ipertensione, aritmie e altre patologie note.

Limitare l’alcol nelle ore serali e curare la regolarità del sonno sono misure utili. Dormire sul fianco può aiutare alcune persone, ma questi accorgimenti non sostituiscono l’approfondimento quando ci sono segnali sospetti.

Non modificare autonomamente le terapie prescritte.


Valutazione per russamento e apnee notturne in Calabria e Puglia


Il Dr. Teodoro Aragona, specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, si occupa della valutazione dei disturbi respiratori del sonno e delle caratteristiche delle alte vie aeree che possono contribuire al russamento e alle apnee.

Il percorso integra la visita specialistica, gli eventuali esami del sonno e, quando necessario, il confronto con altri professionisti per individuare il trattamento più appropriato.

Se russi abitualmente, il partner nota pause del respiro o ti senti poco riposato durante il giorno, puoi richiedere una valutazione presso gli ambulatori in Calabria e Puglia, di Cosenza e San Giovanni Rotondo.




Articolo dedicato prevalentemente all’adulto. Il russamento e i disturbi respiratori del sonno in età pediatrica richiedono un percorso specifico. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione medica individuale.


Fonti e approfondimenti

  1. NHLBI, National Institutes of Health. Sleep Apnea — Symptoms.

  2. NHLBI, National Institutes of Health. What Is Sleep Apnea?.

  3. Kapur VK, Auckley DH, Chowdhuri S, et al. Clinical Practice Guideline for Diagnostic Testing for Adult Obstructive Sleep Apnea. Journal of Clinical Sleep Medicine. 2017;13(3):479–504. Testo integrale. doi:10.5664/jcsm.6506.

  4. Brigham and Women’s Hospital, Harvard Medical School. Sleep Apnea — Sleep & Health Education.

  5. NHLBI, National Institutes of Health. Sleep Apnea — Treatment.



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