Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): sintomi, manovre, recidive
- Teodoro Aragona

- 6 giorni fa
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La vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) è la causa più frequente di vertigine periferica. Si manifesta con crisi brevi e intense scatenate da specifici movimenti della testa (ad esempio girarsi nel letto o guardare in alto). È fastidiosa, ma nella maggior parte dei casi si risolve con manovre specifiche eseguite correttamente.
In questo articolo trovi:
i sintomi tipici e come riconoscerla,
cosa sono le manovre liberatorie (e perché funzionano),
cosa aspettarti su recidive e prevenzione,
quando invece serve un inquadramento diverso.
Cos’è la VPPB (spiegata semplice)
All’interno dell’orecchio interno ci sono i canali semicircolari che “leggono” i movimenti della testa. Nella VPPB, piccoli cristalli (otoliti) che normalmente stanno in una sede diversa si spostano e finiscono in un canale, alterando il segnale di movimento. Il cervello riceve quindi un’informazione “falsa” e percepisci rotazione anche se sei fermo.

Sintomi: come si presenta la VPPB
I segnali più tipici sono:
Vertigine intensa e rotatoria che dura in genere secondi (spesso < 1 minuto)
Si scatena con movimenti come:
girarsi nel letto
alzarsi/sdraiarsi
chinarsi
guardare in alto
Nausea frequente, vomito possibile
Tra una crisi e l’altra può rimanere sensazione di “instabilità” o lieve disequilibrio
Cosa di solito NON è VPPB
capogiri vaghi “a testa leggera” senza chiaro trigger posizionale
vertigine continua per ore/giorni senza pause (qui si pensa ad altro: neurite vestibolare, emicrania vestibolare, ecc.)
perdita di forza, difficoltà a parlare, visione doppia, grave instabilità: red flags (vedi sezione dedicata in fondo)
Come si svolge la visita per vertigini e cosa aspettarsi
Durante una valutazione per vertigini posizionali (VPPB) l’obiettivo è capire se i sintomi dipendono dall’orecchio interno e, soprattutto, se esiste una posizione o un movimento che li scatena in modo riproducibile.
Cosa farai durante la visita
Ti verranno chiesti dettagli pratici: quando inizia la vertigine, quanto dura, quali movimenti la scatenano (ad esempio girarti nel letto, alzarti, guardare in alto) e se ci sono nausea, vomito, instabilità.
Lo specialista effettuerà un esame vestibolare: alcune manovre e cambi di posizione servono a riprodurre in modo controllato i sintomi e a capire l’origine del disturbo.
Spesso si utilizza la videonistagmoscopia a raggi infrarossi: sono “occhiali” con una telecamera che registra i movimenti degli occhi. È utile perché consente di osservare meglio eventuali movimenti involontari (nistagmo) che aiutano a confermare la diagnosi.
Cosa potresti provare (ed è normale)
È possibile che, durante alcune posizioni, tu avverta:
una breve vertigine “a giostra” di pochi secondi,
nausea,
sudorazione o sensazione di “testa vuota”.
Queste sensazioni possono essere spiacevoli, ma di solito durano poco e si risolvono appena cambi posizione. Il vantaggio è che riprodurre il sintomo in modo controllato permette di capire con precisione il problema e trattarlo nel modo corretto.
Diagnosi: visita vestibolare e videonistagmoscopia a raggi infrarossi
La diagnosi di VPPB è principalmente clinica e si basa su una visita vestibolare accurata. Durante la valutazione, lo specialista raccoglie i dettagli dei sintomi (durata, trigger posizionali, andamento nel tempo, nausea/instabilità) e poi esegue un esame vestibolare mirato, osservando la risposta del sistema dell’equilibrio ai cambiamenti di posizione e ai movimenti del capo.
Un elemento centrale è la videonistagmoscopia a raggi infrarossi (occhiali/telecamera IR, spesso indicata come VNG): consente di registrare e analizzare in modo preciso il nistagmo (movimenti involontari degli occhi) che compare durante le manovre diagnostiche. La tecnologia a infrarossi è utile perché:
permette l’osservazione anche in assenza di luce (riducendo la fissazione visiva che può “mascherare” il nistagmo),
documenta il quadro in modo oggettivo,
aiuta a definire con maggiore accuratezza il lato e il canale coinvolti, guidando la scelta della manovra terapeutica più appropriata.
In pratica, l’obiettivo non è solo “confermare” la VPPB, ma identificarne la variante in modo da eseguire la manovra corretta e ridurre il rischio di persistenza dei sintomi o recidive ravvicinate.

È un esame doloroso o pericoloso?
In genere no: è una valutazione non invasiva. In alcuni casi (ad esempio chi ha problemi importanti al collo o alla schiena, o particolari limitazioni di mobilità) le manovre vengono adattate o eseguite con maggiore cautela.
Dopo la visita: cosa succede
Se il quadro è compatibile con VPPB, spesso nella stessa seduta si può eseguire una manovra terapeutica per “riposizionare” i cristalli responsabili del disturbo. Molti pazienti migliorano già dopo una o poche sedute. In alcuni casi può rimanere per qualche giorno una sensazione di lieve instabilità: è frequente e tende a ridursi progressivamente.
Farmaci: servono?
I farmaci anti-vertigine/anti-nausea possono aiutare solo nelle fasi acute molto sintomatiche, ma:
non risolvono la causa (i cristalli restano nel canale),
se usati a lungo possono rallentare la compensazione vestibolare.
In pratica: farmaci come “ponte” se necessario, ma la terapia causale è la manovra.
Dopo la manovra: devo dormire seduto o evitare movimenti?
Le vecchie indicazioni molto rigide (collare, dormire seduti per giorni) oggi sono spesso non necessarie per la maggior parte dei pazienti. Di solito è più utile:
reintrodurre gradualmente i movimenti,
evitare solo per 24 ore ciò che scatena crisi forti (se il tuo specialista lo ritiene opportuno),
seguire eventuali indicazioni personalizzate (soprattutto in casi complessi o recidivanti).
Recidive: quanto sono frequenti?
La VPPB può recidivare. È una delle caratteristiche della patologia: anche se oggi risolvi, può ripresentarsi a distanza di mesi o anni.
Cosa aumenta il rischio di recidiva (in generale)
età
storia di VPPB precedente
traumi cranici
alcune condizioni associate (es. deficit di vit. D, patologie tiroidee, ecc)
Cosa fare se recidiva
Se i sintomi sono identici e già diagnosticati in passato, spesso si risolve rapidamente con nuova manovra effettuata dallo specialista in base al canale coinvolto;
Se i sintomi sono diversi (durata più lunga, non chiaramente posizionali, sintomi neurologici), serve rivalutazione, la causa potrebbe essere un'altra.
Quando preoccuparsi: segnali di allarme (red flags)
Rivolgiti rapidamente a un medico/PS se compaiono:
debolezza a un braccio/gamba, difficoltà a parlare
visione doppia, perdita di coordinazione importante
cefalea improvvisa “mai provata”
vertigine continua con instabilità severa non compatibile con VPPB
perdita uditiva improvvisa associata
Questi non sono tipici della VPPB e richiedono un inquadramento urgente.
Dove posso aiutarti
Se hai episodi compatibili con VPPB o instabilità ricorrente, puoi prenotare una valutazione con test posizionali e impostazione terapeutica.
Cosenza (Calabria) – visita ORL/vestibolare per vertigini e disturbi dell’equilibrio
San Giovanni Rotondo (FG) – valutazione vertigini/instabilità e follow-up. Disponibile anche per pazienti dalle aree limitrofe (provincia di Cosenza e provincia di Foggia).
FAQ - domande frequenti
Quanto dura una crisi di VPPB?
Tipicamente pochi secondi (spesso < 1 minuto), scatenata da movimenti specifici.
La VPPB passa da sola?
Può attenuarsi, ma spesso persiste o recidiva finché i cristalli non vengono riposizionati. Le manovre accelerano nettamente la risoluzione.
È pericolosa?
Di solito no, ma può aumentare il rischio di cadute e va distinta da altre cause di vertigine.
Serve la risonanza?
Non di routine nella VPPB tipica. Si valuta se ci sono segnali atipici o red flags.
Dr. Teodoro Aragona, Medico Chirurgo – Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. Valutazione di vertigini e disturbi dell’equilibrio con esame vestibolare e, se indicato, videonistagmoscopia a infrarossi. Contenuto informativo: non sostituisce visita.



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