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Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): sintomi, manovre, recidive


La vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) è la causa più frequente di vertigine periferica. Si manifesta con crisi brevi e intense scatenate da specifici movimenti della testa (ad esempio girarsi nel letto o guardare in alto). È fastidiosa, ma nella maggior parte dei casi si risolve con manovre specifiche eseguite correttamente.


In questo articolo trovi:


  • i sintomi tipici e come riconoscerla,

  • cosa sono le manovre liberatorie (e perché funzionano),

  • cosa aspettarti su recidive e prevenzione,

  • quando invece serve un inquadramento diverso.


Cos’è la VPPB (spiegata semplice)


All’interno dell’orecchio interno ci sono i canali semicircolari che “leggono” i movimenti della testa. Nella VPPB, piccoli cristalli (otoliti) che normalmente stanno in una sede diversa si spostano e finiscono in un canale, alterando il segnale di movimento. Il cervello riceve quindi un’informazione “falsa” e percepisci rotazione anche se sei fermo.





Sintomi: come si presenta la VPPB


I segnali più tipici sono:

  • Vertigine intensa e rotatoria che dura in genere secondi (spesso < 1 minuto)

  • Si scatena con movimenti come:

    • girarsi nel letto

    • alzarsi/sdraiarsi

    • chinarsi

    • guardare in alto

  • Nausea frequente, vomito possibile

  • Tra una crisi e l’altra può rimanere sensazione di “instabilità” o lieve disequilibrio


Cosa di solito NON è VPPB


  • capogiri vaghi “a testa leggera” senza chiaro trigger posizionale

  • vertigine continua per ore/giorni senza pause (qui si pensa ad altro: neurite vestibolare, emicrania vestibolare, ecc.)

  • perdita di forza, difficoltà a parlare, visione doppia, grave instabilità: red flags (vedi sezione dedicata in fondo)


Come si svolge la visita per vertigini e cosa aspettarsi


Durante una valutazione per vertigini posizionali (VPPB) l’obiettivo è capire se i sintomi dipendono dall’orecchio interno e, soprattutto, se esiste una posizione o un movimento che li scatena in modo riproducibile.


Cosa farai durante la visita


  • Ti verranno chiesti dettagli pratici: quando inizia la vertigine, quanto dura, quali movimenti la scatenano (ad esempio girarti nel letto, alzarti, guardare in alto) e se ci sono nausea, vomito, instabilità.

  • Lo specialista effettuerà un esame vestibolare: alcune manovre e cambi di posizione servono a riprodurre in modo controllato i sintomi e a capire l’origine del disturbo.

  • Spesso si utilizza la videonistagmoscopia a raggi infrarossi: sono “occhiali” con una telecamera che registra i movimenti degli occhi. È utile perché consente di osservare meglio eventuali movimenti involontari (nistagmo) che aiutano a confermare la diagnosi.


Cosa potresti provare (ed è normale)


È possibile che, durante alcune posizioni, tu avverta:

  • una breve vertigine “a giostra” di pochi secondi,

  • nausea,

  • sudorazione o sensazione di “testa vuota”.


Queste sensazioni possono essere spiacevoli, ma di solito durano poco e si risolvono appena cambi posizione. Il vantaggio è che riprodurre il sintomo in modo controllato permette di capire con precisione il problema e trattarlo nel modo corretto.


Diagnosi: visita vestibolare e videonistagmoscopia a raggi infrarossi


La diagnosi di VPPB è principalmente clinica e si basa su una visita vestibolare accurata. Durante la valutazione, lo specialista raccoglie i dettagli dei sintomi (durata, trigger posizionali, andamento nel tempo, nausea/instabilità) e poi esegue un esame vestibolare mirato, osservando la risposta del sistema dell’equilibrio ai cambiamenti di posizione e ai movimenti del capo.


Un elemento centrale è la videonistagmoscopia a raggi infrarossi (occhiali/telecamera IR, spesso indicata come VNG): consente di registrare e analizzare in modo preciso il nistagmo (movimenti involontari degli occhi) che compare durante le manovre diagnostiche. La tecnologia a infrarossi è utile perché:

  • permette l’osservazione anche in assenza di luce (riducendo la fissazione visiva che può “mascherare” il nistagmo),

  • documenta il quadro in modo oggettivo,

  • aiuta a definire con maggiore accuratezza il lato e il canale coinvolti, guidando la scelta della manovra terapeutica più appropriata.


In pratica, l’obiettivo non è solo “confermare” la VPPB, ma identificarne la variante in modo da eseguire la manovra corretta e ridurre il rischio di persistenza dei sintomi o recidive ravvicinate.



È un esame doloroso o pericoloso?


In genere no: è una valutazione non invasiva. In alcuni casi (ad esempio chi ha problemi importanti al collo o alla schiena, o particolari limitazioni di mobilità) le manovre vengono adattate o eseguite con maggiore cautela.


Dopo la visita: cosa succede


Se il quadro è compatibile con VPPB, spesso nella stessa seduta si può eseguire una manovra terapeutica per “riposizionare” i cristalli responsabili del disturbo. Molti pazienti migliorano già dopo una o poche sedute. In alcuni casi può rimanere per qualche giorno una sensazione di lieve instabilità: è frequente e tende a ridursi progressivamente.



Farmaci: servono?


I farmaci anti-vertigine/anti-nausea possono aiutare solo nelle fasi acute molto sintomatiche, ma:

  • non risolvono la causa (i cristalli restano nel canale),

  • se usati a lungo possono rallentare la compensazione vestibolare.


In pratica: farmaci come “ponte” se necessario, ma la terapia causale è la manovra.


Dopo la manovra: devo dormire seduto o evitare movimenti?


Le vecchie indicazioni molto rigide (collare, dormire seduti per giorni) oggi sono spesso non necessarie per la maggior parte dei pazienti. Di solito è più utile:

  • reintrodurre gradualmente i movimenti,

  • evitare solo per 24 ore ciò che scatena crisi forti (se il tuo specialista lo ritiene opportuno),

  • seguire eventuali indicazioni personalizzate (soprattutto in casi complessi o recidivanti).


Recidive: quanto sono frequenti?


La VPPB può recidivare. È una delle caratteristiche della patologia: anche se oggi risolvi, può ripresentarsi a distanza di mesi o anni.


Cosa aumenta il rischio di recidiva (in generale)

  • età

  • storia di VPPB precedente

  • traumi cranici

  • alcune condizioni associate (es. deficit di vit. D, patologie tiroidee, ecc)


Cosa fare se recidiva


  • Se i sintomi sono identici e già diagnosticati in passato, spesso si risolve rapidamente con nuova manovra effettuata dallo specialista in base al canale coinvolto;

  • Se i sintomi sono diversi (durata più lunga, non chiaramente posizionali, sintomi neurologici), serve rivalutazione, la causa potrebbe essere un'altra.


Quando preoccuparsi: segnali di allarme (red flags)


Rivolgiti rapidamente a un medico/PS se compaiono:


  • debolezza a un braccio/gamba, difficoltà a parlare

  • visione doppia, perdita di coordinazione importante

  • cefalea improvvisa “mai provata”

  • vertigine continua con instabilità severa non compatibile con VPPB

  • perdita uditiva improvvisa associata


Questi non sono tipici della VPPB e richiedono un inquadramento urgente.


Dove posso aiutarti


Se hai episodi compatibili con VPPB o instabilità ricorrente, puoi prenotare una valutazione con test posizionali e impostazione terapeutica.

  • Cosenza (Calabria) – visita ORL/vestibolare per vertigini e disturbi dell’equilibrio

  • San Giovanni Rotondo (FG) – valutazione vertigini/instabilità e follow-up. Disponibile anche per pazienti dalle aree limitrofe (provincia di Cosenza e provincia di Foggia).





FAQ - domande frequenti

Quanto dura una crisi di VPPB?

Tipicamente pochi secondi (spesso < 1 minuto), scatenata da movimenti specifici.

La VPPB passa da sola?

Può attenuarsi, ma spesso persiste o recidiva finché i cristalli non vengono riposizionati. Le manovre accelerano nettamente la risoluzione.

È pericolosa?

Di solito no, ma può aumentare il rischio di cadute e va distinta da altre cause di vertigine.

Serve la risonanza?

Non di routine nella VPPB tipica. Si valuta se ci sono segnali atipici o red flags.


Dr. Teodoro Aragona, Medico Chirurgo – Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. Valutazione di vertigini e disturbi dell’equilibrio con esame vestibolare e, se indicato, videonistagmoscopia a infrarossi. Contenuto informativo: non sostituisce visita.




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